Fine del supporto per SQL Server 2008 R2

Di Cristiano Gasparotto del 25 giugno 2019

Si avvicina il termine del supporto per Microsoft SQL Server 2008 R2, che non riceverà più aggiornamenti a partire dal 9 luglio 2019.

Microsoft raccomanda caldamente di aggiornare per tempo i propri sistemi in quanto la mancanza degli aggiornamenti di sicurezza rappresenta un rischio per l’integrità dei dati e sottolinea (ovviamente 😊) come questa sia un’ottima occasione per aggiornare la propria infrastruttura.

A parte gli scherzi, avere in azienda un database server la cui tecnologia risale a più di dieci anni fa può rappresentare un problema ed una opportunità mancata.

Alcuni clienti ad esempio non possono aggiornare l’active directory a causa di vecchie versioni di Windows Server che sono necessarie per far girare SQL Server 2008 o precedenti. Per non parlare degli enormi miglioramenti che sono stati introdotti nel corso degli anni per quanto riguarda le performance e le nuove funzionalità.

Le opzioni disponibili per l’aggiornamento sono due:

  • Aggiornare l’infrastruttura on premise con una versione più recente, vedi SQL Server 2017
  • Trasferire i database in cloud, con il servizio Microsoft Azure

Migrare SQL Server in cloud è la strada consigliata da Microsoft, in quanto Azure si “prende carico” di tutti i compiti amministrativi, quali aggiornamento e manutenzione del server, e Microsoft sta lavorando per migliorare la gestione dei sistemi con tecniche di machine learning e di capacità adattative.

Nello spostamento di un’infrastruttura in cloud vanno però tenuti in considerazione vari fattori. Uno fra tutti, i tempi di latenza nell’accesso ai dati dovuti alla connettività che possono allungare anche di molto i tempi di risposta dei servizi. Per questo motivo, solitamente, oltre al database server è utile se non necessario, migrare anche lo strato applicativo.

Attenzione poi ai costi: per avere buone performance sul cloud è necessario spendere.

La gestione dei database on premise invece garantisce il massimo controllo sui sistemi e sui dati, anche sensibili, che vengono gestiti internamente all’azienda.

L’investimento fatto nell’infrastruttura viene ammortizzato sul lungo periodo e ne beneficia sicuramente tutto quanto riguarda l’integrazione con gli altri sistemi.

Nel caso non si riuscisse ad effettuare il passaggio alla versione più recente entro il termine del supporto, è possibile comunque acquistare gli aggiornamenti di sicurezza estesa, che prevedono la fornitura degli aggiornamenti di sicurezza e dei bollettini con gravità critica per un massimo di tre anni dopo il 9 luglio 2019.

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Categorie: Microsoft, database

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